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L'inquinamento Luminoso e il Regolamento Comunale di Scandicci

Dopo numerose lettere  all'attenzione del Comune di Firenze e sterili incontri con gli organi competenti, al fine di combattere le sistematiche violazioni commesse dal comune stesso nei confronti dello Regolamento Comunale emanato nel 1994 e atto a regolamentare le sorgenti illuminanti a fini di risparmio energetico e di riduzione dell'inquinamento luminoso, miglior esito ha sicuramente avuto il tentativo di sensibilizzare l'amministrazione comunale di Scandicci, comune all'interno del quale sorge l'osservatorio dell'associazione.
Grazie alla fattiva collaborazione del Gruppo Astrofili M13 di Scandicci e alla sensibilità di alcuni consiglieri comunali, è stato possibile organizzare in data 10/10/1998 una conferenza aperta a tutta la popolazione sul tema "L'inquinamento Luminoso".
Presente alla conferenza il Prof. Pacini dell'Osservatorio di Arcetri e lo stesso Sindaco di Scandicci.
Quel che noi ritenevamo essere già un successo, e cioè la stessa organizzazione della cosa, si è poi arricchito di numerose gratificazioni susseguitesi inaspettatamente. Prima grande sorpresa è stata l'affluenza alla serata, la quale ha toccato l'insperato picco di circa un centinaio di persone; la platea per di più si e' dimostrata partecipe e interessata all'orgomento.
La presenza inoltre di numerosi consiglieri comunali ha fatto si che il messaggio che tutti noi volevamo lanciare fosse chiaramente recepito.
Ed ecco quindi giungere la successiva e maggiormente insperata sorpresa. Durante un consiglio comunale di Novembre, lo stesso ha deliberato un regolamento atto a razionalizzare l'illuminazione pubblica a fini di risparmio energetico e riduzione dell'inquinamento atmosferico e luminoso.

Potrete qui di seguito accedere sia all'estratto della conferenza sopracitata che al testo del regolamento comunale.


Estratto della conferenza del 10/10/1998

Testo del regolamento comunale per l'illuminazione pubblica 
 
 

Conferenza dal tema L'inquinamento Luminoso

Il documento che potrete leggere qui di seguito è l’estratto di una conferenza tenutasi in data 10/10/1998 c/o la Sala Consiliare del Comune di Scandicci sul tema “L’inquinamento luminoso”.
Questo incontro è nato dalla volontà di dar vita ad un dibattito inerente un argomento ancora troppo poco considerato ma che col passare del tempo sta acquistando sempre maggiore attenzione nella sensibilità comune ai problemi ambientali.
Considerato inoltre che molti enti locali sul territorio nazionale stanno cominciando a muoversi sempre di più nella direzione di attivare regolamenti aventi funzione di razionalizzare lo sviluppo ed incremento delle sorgenti illuminanti, ecco che in concomitanza con la Fiera di Scandicci 1998 si e’ colta l’occasione per dibattere insieme, associazioni, cittadinanza e forze politiche , su un problema che riguarda il generale miglioramento della qualità della vita.
 

Moderatore:

Giacomo Gentiluomo, presidente del Gruppo Astrofili M13 di Scandicci.
1° relatore:

Prof. Franco Pacini, direttore dell’Osservatorio Astrofisico di Arcetri.
2° relatore:

Riccardo Paolinetti, progettista ottico c/o le Officine Galileo di Firenze e direttore dell’Osservatorio di San Polo a Mosciano dell’Associazione Astrofili Fiorentini.
 
 

Promotori dell’incontro:  Gruppo Astrofili M13 di Scandicci
                                           Associazione Astrofili Fiorentini
                                           Comune di Scandicci



Estratto della conferenza-

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Moderatore: Giacomo Gentiluomo, presidente del Gruppo Astrofili M13 di Scandicci.

Mi presento, io sono del Gruppo Astrofili M13 di Scandicci, un’associazione che si occupa, per passione dell’osservazione del cielo e anche di divulgazione, soprattutto facendo un riferimento specifico ai problemi del territorio. Noi siamo un gruppo di Scandicci e in quanto tali vogliamo operare principalmente nel nostro territorio. A tal proposito saluto il signor sindaco che ci ha fatto l’onore di essere intervenuto insieme a qualche assessore, e tutto il pubblico.
Questa manifestazione e’ stata fortemente voluta da noi e dall’Associazione Astrofili Fiorentini la cui associazione, ormai vecchia di 40 anni, porta avanti più o meno gli stessi intendimenti. Combinazione vuole che abbiano un osservatorio a San Polo a Mosciano, perciò’ nel territorio di Scandicci, e conseguentemente certe attività le svolgiamo molto volentieri insieme.
Abbiamo unito le nostre forze perché in occasione della Fiera che e’ una cosa bellissima che sta accadendo in questi giorni a Scandicci […], c’è stato offerto dall’amministrazione comunale di essere presenti così come negli anni precedenti. Abbiamo un piccolo stand con esposizione di foto astronomiche, filmati, diapositive, e tutte le sere, tempo permettendo abbiamo messo a disposizione di tutta la cittadinanza i nostri telescopi […].
Passo subito al problema. Abbiamo voluto nell’ambito di questa manifestazione un incontro illustrativo più che un dibattito sul problema dell’inquinamento luminoso.
Come avete letto sul volantino […], e’ un problema che sta venendo fuori un po’ in tutte le città italiane perché, da quando la civiltà industriale ha cominciato ad illuminare le città, abbiamo perso il gusto e la possibilità’ di contemplare in cielo e le stelle.

E’ un problema che sentiamo molto e che si può risolvere con un minimo di buona volontà.
Ecco perché siamo qui stasera, per spiegarvi e per raccogliere le vostre domande su come e si può e si deve secondo noi risolvere questo problema.
Sono con noi Il Prof. Franco Pacini, direttore dell’Osservatorio Astrofisico di Arcetri, e Riccardo Paolinetti, specialista in sistemi ottici, astronomici e spaziali.
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Passo subito la parola al professore.
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1° relatore: Prof. Franco Pacini, direttore dell’Osservatorio Astrofisico di Arcetri.

Ho accettato volentieri l’invito di venire qui perché sono una delle vittime dell’illuminazione di Scandicci, il signor sindaco mi perdoni.
Quello che succede e’ che abito non lontano da qui e di tanto in tanto mi diverto a non fare solo il direttore di un osservatorio, il che significa in realtà non fare l’astronomo, perché è la stessa cosa di fare il direttore di un qualunque altro posto dove lavorano un centinaio di persone, bensì mi diverto ancora come da bambino a guardare le stelle, ma le stelle non si vedono più ed e’ un peccato.
Mi sono anche comprato un piccolo telescopio, molto più piccolo di quelli che hanno i nostri amici astrofili, pero’ davvero e’ dannatamente difficile vedere le stelle.
E’ una situazione paradossale per l’astronomia di oggi.
Da un lato molta più gente che nel passato si interessa del cielo, di galassie di buchi neri lo si vede in TV lo si legge sui giornali […].
Esiste  quindi tutto questo interesse che non esisteva in passato pero’ simultaneamente il cielo non lo si guarda e non lo si può vedere e questo e’ paradossale, perché se ora vi chiedessi quanti di voi hanno sentito parlare di buco neri negli ultimi 3 mesi, probabilmente quasi tutti voi avete avuto occasione di trovare la parola buco nero in qualcosa che avete letto o visto in TV. Se vi chiedessi quanti di voi hanno visto la via lattea negli ultimi  3 mesi e’ chiaro che sono stati solo quelli che sono andati in vacanza i n una bella spiaggia lontana da un centro di villeggiatura importante e magari qualcuno di voi non l’ha neanche mai vista, come mi capita spesso di sentir confessare.
Io non voglio fare un discorso specialistico, ma vorrei mettere in chiaro alcune cose, cosi’ come vedo io personalmente la cosa.
Non voglio fra l’altro fare un discorso  specialistico in quanto non sono competente, perché sul problema inquinamento luminoso hanno molte più cose da dire gli ingegneri, gli economisti ecc. che non se volete gli astronomi.
Per me il punto e’ questo.
Il problema inquinamento luminoso non riguarda gli astronomi professionisti non riguarda l’osservatorio di Arcetri o altri italiani, perché ad oggi i nostri telescopi sono cosi potenti da essere disturbati dalle luci di una città come Scandicci già alla distanza di 100 km.
[…]
La loro sensibilità è tale che l’astronomo non li colloca più nelle sedi tradizionali.
Chi e’ venuto ad Arcetri si domanda” ma come…non avete niente?”
E’ vero, non abbiamo niente, perché un secolo fa quando Arcetri fu fondato gli strumenti erano meno potenti e la città di luci ne aveva evidentemente ben poche.
Quando 20 anni fa Arcetri cominciò a gestire un importante telescopio da 1½ metri, questo telescopio venne collocato alle pendici del Cervino. E questo vale per tutti gli osservatori importanti. Quando fanno ricerca avanzata vanno in una di queste cittadelle internazionali con i grandi telescopi che si trovano sulle Ande cilene o sulle cime di vulcani spenti alle Canarie  o alle Hawaii e quindi salvo piccoli provvedimenti prudenziali da parte delle amministrazioni, e’ difficile salvaguardare i grandi telescopi di ricerca.  Non credo che questo debba essere l’obiettivo che il discutere di inquinamento luminoso debba proporsi perché è un obiettivo irrealistico.
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[…]
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Quale e’ il problema quindi? E’ quello ambientale, e comincia ad essere fortemente riconosciuto. Infatti Lega Ambiente nel suo convegno nazionale svoltosi a Grosseto ha inserito il cielo fra uno dei grandi temi. Che cosa intendo dire con questo?
Intendo dire essenzialmente che se noi pensiamo all’uomo di 2 milioni di anni fa o al nostro avo del pleistocene o all’uomo della pietra fino a giungere a  nostro nonno, il cielo lo vedevano, lo conoscevano. E senza dubbio lo conoscevano bene gli antichi i quali ci proiettavano le proprie credenze miti e religioni, lo guardavano con spavento e lo facevano sede degli dei […], essenzialmente quindi il cielo e’ stato una parte enorme nella cultura umana, nello sviluppo delle religioni, delle credenze e non ultimo è anche elemento di spettacolo. Bene, tutto questo non c’è più e quindi ci è stato tolto il cielo dal punto di vista culturale ed ambientale. […]
Per me quindi e’ un problema ambientale e non lo si può di certo risolverle di colpo.
Io non sono un koomeinista e credo quindi ci si debba affidare agli stessi criteri che si usano con altri problemi ambientali: abbiamo danneggiato enormemente l’ambiente, smettiamo di farlo e cerchiamo di tornare indietro.
Cosa significa questo:
significa che non so fino a che punto sia possibile ipotizzare che nei prossimi 2 o 3 anni il cielo si riveda, pero’ posso ipotizzare l’idea, riferendomi alla realtà in cui viviamo, che ci siano delle normative che impediscano gli scempi peggiori. Se per esempio quel dannato faro roteante che c’è qui nei dintorni fosse fatto spegnere grazie qualche normativa, ciò non costerebbe nulla, mentre credo costerebbe molto al comune di Scandicci e cosi’ a qualunque altro comune, improvvisamente cambiare tutte le luci e sostituire le une con le altre. In tal caso il processo deve essere più graduale e quindi il buon senso mi dice che alcune cose devono essere fatte gradualmente, mentre altre possono fare rapidamente anche se possono colpire interessi individuali. […]
La sensibilità generale aumenta in tutta Italia. Fa piacere sapere che Firenze ha già una legislazione, anche se secondo me non sufficiente, e che i comuni limitrofi, che non sono poi  cosi piccoli, vogliano non adottare la medesima normativa ma comunque fare passi in quella direzione; certo ci vorranno un po’ di anni, ma secondo me questo e’ il percorso giusto.
Naturalmente poi da un punto di vista più generale rispetto a quello della singola città, credo che sia possibile, dal momento che si parla di parchi per altre cose, immaginare delle zone d’Italia dove non c’è la necessita’ di illuminazione, dove non si contrasta il concetto di sicurezza. E quindi l’idea di nuovo di parchi dove ci siano protezioni forti contro le luci mi sembra un’altra idea sensata.
Oggi un forte ruolo nella divulgazione scientifica la giocano le associazioni di astrofili. Gli astrofili rappresentano un veicolo di diffusione dell’astronomia e della scienza in generale. Io lo dico sempre e ne sono convinto: anche se dobbiamo combattere le irrazionalità’ tecnologiche come quella dell’inquinamento luminoso, dobbiamo anche renderci conto che molti di noi sono qui e non al cimitero perché c’è stato un sviluppo scientifico che ci ha consentito anche di allungare la vita. Quindi, se la scienza è così importante, e anche se ci sono coloro che dicono che la scienza porta i mali, io sono convinto che la scienza è una sorgente di sviluppo positiva. Ma attenzione, occorre anche che si diffonda una cultura scientifica, perché quando abbiamo dovuto votare sul nucleare o dovremo votare sulle bio-tecnologie, come facciamo se la maggioranza dei cittadini non conosce gli argomenti?
E’ necessaria quindi una conoscenza della cultura scientifica, altrimenti torniamo indietro ai tempi in cui i preti parlavano latino: gli scienziati deterranno le cose e il concetto stesso di democrazia scomparirà’. Sarà cioè puramente apparente, poiché non e’ facile prendere decisioni razionali se non si conoscono gli argomenti.
Quindi credo che la diffusione della scienza sia importante, e l’astronomia serve anche a  questo grazie anche al fatto di essere la più popolare fra le discipline scientifiche poiché concilia tanti aspetti delle nostre curiosità.
E in questo senso credo che gli astrofili facciano un lavoro utile, non solo quando scoprono un asteroide, e per questo congratulazioni, ma anche quando fanno opera di divulgazione scientifica in genere. E’  quindi anche per questo che le loro esigenze, che poi non sono come quelle dell’astronomia professionistica, devono essere curate e vanno evitate interferenze in un modo o nell’altro.
A conclusione quindi possiamo dire che ormai esiste un ampia  area di studio sull’argomento inquinamento luminoso e che non sentendomi qualificato per affrontare trattazioni tecniche mi limito alle considerazioni generali fin qui descritte.
Trovo comunque molto  interessante pensare che una cosa del tutto ignorata fino a circa 2-3 anni fa come quella dell’inquinamento luminoso, adesso porti a dibattiti di cui questo e’ un esempio come tanti altri che si svolgono un po’ su tutto il territorio nazionale  e che  progetti di regolamento o di legge giacciono in molti consigli comunali, regioni e anche presso il parlamento italiano. Grazie.
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2° relatore: Riccardo Paolinetti, progettista ottico c/o le Officine Galileo di Firenze e direttore dell’Osservatorio Di San Polo a Mosciano dell’Associazione Astrofili Fiorentini.
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Buonasera. Io rappresento l’Associazione Astrofili Fiorentini. Il problema dell’inquinamento luminoso e’ stato da noi sempre molto sentito ed abbiamo accettato molto volentieri di effettuare questo dibattito insieme agli amici di Scandicci del Gruppo M13 in  quanto la nostra associazione oltre ad operare nel comune di Firenze dove è nata nel 1958, ha un osservatorio qui nel comune di Scandicci  a San Polo a Mosciano. Questo osservatorio speriamo da qui a 2 anni ospiterà quello che e’ il più grande telescopio regionale, un telescopio professionistico, e alla cui costruzione hanno partecipato industrie leader fra cui le officine Galileo, e tale telescopio pur non essendo un mostro per il diametro, sarà utilizzato per fare ricerca nel campo della fotometria fotoelettrica in collaborazione con l’università di Bologna e per fare astrometria con telecamere CCD. […]
Quindi abbiamo sentito molto il problema dell’inquinamento luminoso.
Vi illustrerò ora alcuni lucidi, alcuni dal contenuto tecnico, mentre altri invece illustreranno alcune norme legislative prodotte dal Comune di Firenze e cosa e’ in procinto di realizzare la regione Toscana.
Inquinamento luminoso e risparmio energetico. Questo il tema.
Infatti non e’ soltanto illuminando moltissimo o di più che si può in effetti vedere meglio. Esistono tecniche e modi di illuminare che consentono un illuminamento al suolo superiore di quello che abbiamo attualmente, e quindi a vantaggio della nostra sicurezza pur non disperdendo energia verso il cielo. […]
L’inquinamento luminoso e’ la forma minormente nota di inquinamento atmosferico, forse perché anche il più recente ad essere emerso. Se ricordiamo Firenze 20 anni fa, trovavamo solo una lampadina agli incroci, mentre ora intere file di lampioni illuminano tutte le strade. Diciamo che solo dagli anni 80 il problema si e’ fatto evidente.
E cosi’ che nell’ultimo periodo sia le associazioni di astrofili che di astronomi professionisti hanno deciso di mobilitarsi per combattere il fenomeno. […]
Recandosi sulle colline circostanti la città e’ possibile vedere come quest’ultima sia avvolta da un bagliore giallastro. Questo e’ dovuto in parte dalla luce riflessa dall’asfalto o dalle case stesse, ma comunque la gran parte viene buttata direttamente in aria da un errato utilizzo o progettazione degli apparecchi illuminanti.
Fortunatamente alcune amministrazione hanno già iniziato ad affrontare tale problema. Primo di tutti nel ’94 e’ stato il comune di Firenze con un regolamento comunale per atto alla riduzione dell’inquinamento luminoso. Sono seguite altre iniziative come quella della Regione Veneto. Noi auspichiamo che anche il comune di Scandicci faccia qualcosa in merito con lo scopo di ridurre l’inquinamento luminoso e risparmiare soldi dell’illuminazione pubblica. Accennava Pacini a diapositive relative a visioni notturne riprese da satelliti meteorologici dell’Europa e dell’Italia che vi mostro ora. Le macchie bianche disseminate nell’immagine sono le luci delle città. […]
Vedete quanta luce va persa in aria!
Incentriamo ora il discorso sul problema del risparmio energetico.
La luce che viene dispersa in atmosfera non raggiunge lo scopo per la quale e’ stata prodotta. Illuminiamo lo spazio invece che illuminare a terra. Classico esempio è l’illuminazione delle facciate dei palazzi o i fari delle discoteche (fra l’altro vietati dall’art. 23 del nuovo codice della strada in quanto disturbano e possono distogliere l’attenzione dell’automobilista causando incidenti).
[omissis]
Lo spreco dell’energia in Italia e’ valutabile in una cifra pari a 400 miliardi. In Toscana si raggiungono 30 miliardi. Firenze spende circa 10 miliardi all’anno, Scandicci 500 milioni. Di questi soldi, con una razionale illuminazione si può risparmiare fino al 30% permettendo in più a tutta la cittadinanza di veder il cielo, attualmente invisibile dalla città.
Con l’uso quindi di lampade ad alta efficienza e diffusori cut-off si produrrebbe un risparmio energetico a livello nazionale pari a 3 miliardi di kW.
Si potrebbe cosi’ ridurre anche l’emissione di anidride carbonica nell’atmosfera pari a circa 2.5 tonnellate l’anno.
Contribuendo cosi a ridurre l’inquinamento atmosferico.
Il risparmio in kW appena dichiarato si renderebbe inoltre subito disponibile per essere impiegato in altro modo, come per esempio aumentare l’illuminazione al suolo li dove invece a tutt’oggi  si rende ancora necessario.
Vi mostro ora un grafico dove e’ riportata in ascissa la lunghezza d’onda, e in ordinate la sensibilità dell’occhio. Come si può vedere l’occhio e’ sensibile maggiormente nel giallo.
Guardiamo ora in un altro grafico dove emette il sole.
Il sole ha la massima emissione anch’esso nel giallo. La natura quindi ci ha pensato molto bene: se la stella emette nel giallo l’occhio umano si e’ tarato sulla medesima frequenza.
Vediamo ora l’efficienza di alcune lampade.
Prendendo come base una semplice lampada ad incandescenza, a parità di consumo energetico possiamo vedere quanto segue :
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lampada ad incandescenza
fattore di illuminazione
1 unita’
lampada al neon 
fattore di illuminazione
2 unita’
lampada ai vapori di mercurio
fattore di illuminazione
3.5 unita’
lampade al sodio ad alta pressione
fattore di illuminazione
10 unita’
lampade al sodio a bassa pressione
fattore di illuminazione
20 unita’
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Queste ultime 2 risultano certamente essere le più idonee per l’illuminazione pubblica data la loro alta efficienza. Quelle a bassa pressione poi emettendo solo sulle 2  frequenze caratteristiche del sodio (non a caso anch’esse nel giallo [n.d.r.]) risulterebbero anche facilmente filtrabili nel caso in cui un osservatorio si trovasse in prossimità di un centro urbano.
[…]
Vediamo ora come dovrebbe essere il corpo illuminante di una lampada cut-off.
Intanto immagino che tutti abbiate visto gli apparecchi illuminanti che sono normalmente per le strade. Hanno una copertura in vetro a microprismi che diffonde la luce in tutte le direzioni.
[…]
Una lampada cut-off ha uno schermo in vetro perfettamente parallelo al terreno e il corpo illuminante e’ totalmente all’interno della lampada. Il corpo emittente con il suo schermo deve consentire una illuminazione in tutte le direzione senza superare un angolo di 45°. Sono severamente vietate schermature prismatiche. Quindi solo vetri piani che schermano la radiazione ultravioletta.
Il comitato elettrotecnico in più consente di inclinare le lampade per un angolo di 5/15 gradi al massimo. Otteniamo così con un palo di 10 metri un illuminazione al suolo fino a 17 metri senza dispersione in cielo
La prima installazione fatta dal comune di Firenze di questo tipo di lampade è in prossimità del carcere di Sollicciano.
[…]
Anche il comune di Scandicci, nonostante non abbia ancora un regolamento ha già fatto nuovi impianti utilizzando lampade tipo cut-off.
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Guardiamo ora dal punto legislativo cosa ha già fatto per esempio il comune di Firenze, primo comune italiano a muoversi in questo senso, con la delibera 923/326 argomento 517 del 3 Ottobre 1994, “Norme per il miglioramento dell’illuminazione pubblica attraverso il contenimento del consumo energetico e l’abbattimento dell’inquinamento luminoso”.
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Cosa ha portato il comune ad effettuare tale delibera:
1. Eccesso di illuminazione pubblica.
2. Spreco di energia nell’ordine del 30% (dovuto a lampade non cut-off).
3. Inquinamento luminoso che ostacola gravemente l’osservazione astronomica.
Nota del relatore: E’ vero che le osservazioni “di punta” sono fatte dai grandi  telescopi professionali, ma e’ altrettanto vero che degli astrofili ben preparati e con strumentazioni e metodologie serie possono effettuare delle ricerche e pubblicazioni in collaborazione con l’università, quindi alcuni lavori che possiamo chiamare di routine possono cosi’ essere demandati ad astrofili, i quali, purtroppo, la mattina dopo devo andare a lavorare, non potendosi quindi permettere di fare centinaia di chilometri per recarsi all’osservatorio, il quale per necessita’, deve poter essere quindi il più vicino possibile a casa.
4. Danneggiamento delle osservazioni anche dai comuni limitrofi.
Nota del relatore: Infatti essendo il comune più grande del comprensorio, con la sua illuminazione disturbava anche coloro che volevano effettuare osservazioni dai comuni limitrofi.
5. Danneggiamento dell’immagine della città di notte.
Nota del relatore: In effetti se osserviamo il contrasto dei monumenti rispetto allo sfondo, ormai il contrasto e’ molto basso. Il cielo non e’ più nero e quindi i monumenti non si stagliano più prorompentemente. […]
6. Tutela dei siti degli osservatori astronomici pubblici e privati e delle zone ad essi limitrofe.
7. Sperimentazione alla proposta di legge nazionale presentata nel ’92 da parte del comune di Firenze.

Quindi questo era lo spirito della delibera che adesso andremo a vedere.

Eccone i punti salienti:
 

 Gl’impianti esterni di illuminazione pubblica e privata dovranno essere realizzati con lampade tipo full cut-off.
 Impiego di lampade al sodio ad alta e bassa pressione con regolatori del flusso luminoso.
 Globi e lanterne muniti di alette frangiluce nere nella parte superiore e inclinate a 45°.
 Divieto di utilizzo di vetri curvi o prismatici a protezione delle lampade.
 Sostituzione di tutti gli impianti non a norma al momento dell’ordinaria o straordinaria manutenzione.
Nota del relatore: Ciò consente nel tempo e negli anni di mettere a norma tutti gli impianti senza gravare onerosamente sulle casse del comune, cosa che invece accadrebbe nel caso in cui si dovesse sostituire in blocco tutti gli impianti non a norma.
Dismissione di tutte le ottiche inquinanti entro 2 anni ed entro un raggio di 2.5 km da ogni osservatorio.
Divieto di utilizzo di protettori orientati dal basso verso l’alto.
Tutti gli impianti illuminanti, parcheggi, impianti sportivi, monumenti, dovranno avere una inclinazione massima di 15° rispetto al terreno.
I fasci che illuminano i monumenti dovranno restare un metro al di sotto dell’altezza massima della superficie da illuminare, e quelli provenienti dal basso dovranno essere spenti alla mezzanotte. […]
Spegnimento del 50% dell’illuminazione dopo la mezzanotte o riduzione della potenza di tutti  i punti luce di almeno il 30%.
Costituzione della Commissione Consultiva per il Risparmio Energetico che dovrà essere formata da un tecnico comunale e dirigente della pubblica illuminazione, un rappresentante della polizia municipale settore traffico, un rappresentante degli astrofili, un rappresentante degli astronomi e un rappresentante della società appaltatrice dei lavori pubblici di illuminazione.
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Quello che mi preme sottolineare prima di continuare nell’illustrare il progetto di legge regionale sull’inquinamento luminoso, e’ che questo problema non può essere affrontato singolarmente dalle varie realtà comunali. Se Firenze e Scandicci realizzano una ottima illuminazione  cut-off mentre i comuni limitrofi no, e’ inutile. Cosi come secondo me sono inutili i parchi delle stelle. Sono di fatto irrealizzabili. Non si possono abbuiare aree di centinaia di chilometri. In realtà bisogna che tutte le aree siano ben gestite così da ottenere riduzione dell’inquinamento luminoso e risparmio energetico che poi si traduce o in riduzione delle tasse dei cittadini o maggiore disponibilità per investimenti in altri settori che comunque vanno a beneficio dei cittadini stessi.
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Passiamo ora al progetto di legge regionale sull’inquinamento luminoso chiamato “norme per la prevenzione dell’inquinamento luminoso”.
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Questi i punti salienti relativamente alla tutela degli osservatori dall’inquinamento luminoso.
 

 “Sono tutelati dalla presente legge gli osservatori astronomici, professionali che svolgono attività di ricerca scientifica, non professionali che svolgono ricerca scientifica o divulgazione.”
“Attorno a ciascun osservatorio e’ istituita una zona di particolare protezione dall’inquinamento luminoso avente un estensione di raggio 25 km per gli osservatori professionali e non professionali che svolgono ricerca in collaborazione con università o osservatori professionali.”
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Intervento del prof. Pacini
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Questa norma mi sembra un po’ koomeinista perché proteggere San Polo  o Arcetri per un area di diametro di 25 km quando comunque mai potremmo raggiungere le condizioni per fare ricerca scientifica e’ una cosa insensata e per di più si da nuovamente vitaa leggi impraticabili, considerato che un’area di rispetto di 25km vuol dire abbuiare tutta Firenze e Scandicci. E’ una cosa inattuabile.
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Riprende la parola Paolinetti.
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D’accordo con l’intervento del prof. Pacini. Ritengo però che con area di massimo rispetto non si intenda un area di totale abbuiamento bensì in divieto di forme clamorose di illuminazione tipo fari dall’alto verso il basso o torri faro. Mi preme ribadire che qui nessuno ha intenzione di mettere al buoi le città bensì razionalizzare l’illuminazione al fine di migliorare l’illuminazione al suolo e ridurre lo spreco verso il cielo.
Continuando ad illustrare le norme regionali atte alla salvaguardia degli osservatori, ecco gli ultimi due punti che ho ritenuto importante riportare.

 “Entro un chilometro il linea d’aria dagli osservatori professionali o osservatori non professionali che svolgono attività di ricerca in collaborazione con università o osservatori professionali sono vietate tutte le sorgenti di luce che producono emissioni verso l’alto. Quelle esistenti dovranno essere sostituite od opportunamente schermate.”
“Divieto di utilizzo di fasci di luce di qualsiasi tipo e modalità fisse e roteanti dirette verso il cielo o verso superfici che possano riflettere verso il cielo  presenti nella fascia fra 25 e 50 chilometri dagli osservatori professionali o osservatori non professionali che svolgono attività di ricerca in collaborazione con università o osservatori professionali.”
[…]
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Termino qui il mio intervento e lascio la parola alle domande del pubblico.
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I° Intervento dal pubblico.
Membro del gruppo astrofili Quasar di Prato.
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Buonasera io sono del gruppo astrofili Quasar di Prato.
In passato abbiamo avuto occasione di parlare con l’assessore all’ambiente del nostro comune al fine di fargli presente l’esistenza del problema inquinamento luminoso, e lui ci aveva invitato a fargli delle proposte di possibili risoluzioni. Però abbiamo trovato difficoltà a presentargli un piano organico, una proposta attuabile di intervento sul territorio. Chi ci può dare del materiale e che tipo di materiale si può avere che però abbia valenza concreta, proponibile e tecnicamente accettabile, e che sia innesco di un processo evolutivo.
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Paolinetti
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Posso fornirvi tutto il materiale da cui ho estratto il mio intervento di stasera ed in più ho la versione integrale della delibera del comune di Firenze. In più la Silfi Spa ha vasta documentazione circa le lampade cut-off utilizzate negli impianti del comune di Firenze.
Anche rivolgendosi a loro e’ possibile ottenere molto materiale tecnico.
[…]
La delibera del comune di Firenze non e’ solo una dichiarazione di intenti ma e’ operativa e già diverse aree della città sono già state aggiornate in accordo a tale regolamento
Anche il comune di Scandicci, nonostante non disponga di un regolamento ha già realizzato alcuni nuovi impianti secondo le nuove tecnologie full cut-off. In realtà spesso il problema e’ anche riuscire a rivolgersi alle persone giuste all’interno dell’amministrazioni comunali. Per esempio è importante contattare i tecnici dell’ufficio tecnico del comune e in modo da fargli capire quale e’ il vero problema e sensibilizzarli al fatto che esiste anche un reale risparmio con l’utilizzo di tali nuove lampade.
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Membro del gruppo astrofili Quasar di Prato.
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Ho l’impressione però , cosi come si può evincere anche dalla proposta di legge regionale, ci sia un isolamento dell’astronomo e dell’astrofilo astrofilo. Intendo che, tutto sommato, leggendo la proposta di legge regionale si vede che tutto questo lavoro viene fatto idealmente per il ragazzino che non ha visto il cielo ma in sostanza poi tutto ruota intorno alla figura dell’astronomo e dell’astrofilo.
Siccome ho notato che nella vita comune capita spesso che per la cattiva illuminazione stradale le camere degli appartamenti di un terzo piano siano illuminate a giorno anche in piena notte. Mi domandavo se c’è modo di fare leva su questo tipo di problematiche cioè le problematiche ambientali per coinvolgere così un maggior numero di persone contro questo spreco di energia e che tipologie di intervento a grande scala si potrebbero adottare sul pubblico per far si che la gente si “ribelli” a questo sopruso che viene fatto costantemente? Perché la gente e’ abituata a perdere queste prerogative, vedi l’inquinamento da rumore e, adesso, anche quello da luce. Invece si potrebbe sfruttare a nostro favore questo tipo di approccio facendo leva sul concetto di “ottenimento di una qualità della vita generale superiore” traendo cosi’ tutti noi un vantaggio sia come cittadini che come astrofili.
Quindi la mia proposta sarebbe agire pesantemente su questo tipo di prospettiva.
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Paolinetti
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Nella delibera del comune d Firenze c’è un chiaro riferimento al risparmio, il che non è solo per l'astrofilo ma per tutti i cittadini. C’è poi un chiaro riferimento al miglioramento dell’illuminazione al suolo, il che significa maggiore sicurezza e riduzione delle luci parassite in aria, fra le quali quelle nelle case.
[…]
Ed in più c’è anche da mettere in evidenza il fatto che al risparmio energetico va affiancato una riduzione dell’inquinamento atmosferico da CO2
Esistono quindi vari modi per sensibilizzare i cittadini e far si che capiscano che nessuno vuole metterli al buio ma bensì migliorare la qualità media dell’illuminazione, per di più risparmiando.
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Prof. Pacini
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Dal mio punto di vista e’ importante far leva sul problema ambientale. Mi piace fare l’esempio dei cartelloni pubblicitari. Si tratta di un  qualcosa che da fastidio a molti, infatti si sono prese misure preventive per evitare che bellezze naturalistiche o artistiche venissero occultate o deturpate da questi fenomeni commerciali. Io credo che questa situazione si possa estendere a tutta la natura ed in particolare per quello che riguarda il cielo. Cioè risvegliare la consapevolezza che il cielo fa parte dell’ambiente e che l’illuminazione irrazionale e’ l’equivalente del cartellone pubblicitario, e per di più non serve assolutamente a nulla, fa spendere soldi e ci sottrae della bellezza. Credo che questo tema qui alla fine debba pur penetrare. Quindi bisogna stare attenti a far si che si pensi che queste siano solo misure ad uso degli astronomi.
[…]
Dobbiamo incentrare il problema su una prospettiva di educazione ambientale.
Quindi attenzione ad introdurre in progetti di legge come quello mostrato prima parti che possano dar vita alla critica teste’ espressa, e cioè di settarismo e disinteresse del bene pubblico a favore di una minoranza, cioè gli astronomi e astrofili.
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II° Intervento dal pubblico.
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Gradirei sapere quale ritenete essere il miglior modo per diffondere tale tipo di problematica fra la gente.
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Prof. Pacini
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[…]
Sinceramente vedo presenti in sala molte persone, più di quanto mi aspettassi, e spero siano qui perché in qualche modo incuriosite dal problema. Spero quindi siano convinte, non tanto delle soluzioni tecniche, ma bensì sulla reale esistenza di tale tipo di problema.
E’ di conseguenza auspicabile che questo incontro porti queste persone a cominciare a riflettere a questo problema. La sensibilizzazione si può fare in molti modi, comunque non si può pretendere la stessa diffusione che altri problemi ambientali più eclatanti tipo il buco dell’ozono o  l’effetto serra riescono ad avere Credo però che sia un problema di educazione e quindi da affrontarsi in primis nelle scuole poi dando vita a iniziative di questo tipo.
Ci vorrà comunque del tempo.
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III° Intervento dal pubblico.
Sig. Marsili della Società Astronomica Fiorentina
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Conosco bene quella delibera fatta nel 94 dal comune di Firenze. Allora c’era in comune una persona molto sensibile alla materia, cioè l’assessore Pucci. Nella V commissione consiliare insieme ad altre associazioni non solo di astrofili ma anche ambientaliste, in circa 2 anni di lavoro si arrivo’ ad elaborare tale delibera che fu poi approvata.
Questo fu uno dei primi risultati perché l’argomento fu affrontato in modo realistico. La gente da molti decenni vive in una società dove la differenza fra giorno e notte è annullata, cioè di giorno e di notte ormai si svolgono le medesime attività. Conseguenza di questo è che la cultura astronomica viene lentamente sempre meno assimilata da parte del grande pubblico.
[…]
Ora per arrivare ad approvare leggi di questo tipo pero’ bisogna fare i conti in primis con le esigenze della popolazione (vedi sicurezza pubblica) e sapersi rapportare in modo adeguato con le amministrazioni pubbliche e quindi con i rapporti politici esistenti all’interno di un ente comunale. Diventa quindi fondamentale riuscire a proporre un qualcosa di altamente pragmatico e supportato da alleanze ad ampio respiro con ad esempio le associazioni ambientaliste, e senza mai scordarsi la necessità  di ottenere il consenso della gente, magari appassionandola a quei puntini bianchi che ci sono in cielo e che in buona parte rappresentano essi stessi la storia della nostra civiltà.
[…]
Si tratta di un discorso difficile da portare avanti e credo che la collaborazione fra di noi associazioni di astrofili sia importante; bisogna unire le forze con altre forze ambientaliste, ed insistere nell’opera di sensibilizzazione verso la gente, opera che tocca proprio a noi astrofili di base poiché siamo noi a diretto contatto con il tessuto sociale all’interno del quale operiamo.
Ho visto che la sensibilità, se coltivata esiste nella gente; sa essere attenta e appassionarsi. E’ un discorso di recupero anche verso le nuove generazioni che maggiormente mancano di sensibilità verso la cultura del cielo stellato.
Queste riunioni sono importantissime al fine di mantenere vivo un dibattito culturale in questo settore poiché non possiamo aspettarci che ci sia una sensibilità da parte del settore politico al punto che spontaneamente attivi iniziative in questo senso, considerando anche la quantità incredibile di problemi che un amministratore pubblico deve già affrontare quotidianamente senza mettersi a pensare all’inquinamento luminoso.
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Paolinetti
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Ritengo che a dover essere sensibilizzati siano anche i produttori di impianti, non solo l’opinione pubblica.  Per esempio la Targetti di Firenze è fra le sostenitrici della non esistenza del fenomeno inquinamento luminoso, mentre invece esistono altre aziende come la Guzzini che sono molto sensibili ai problemi di illuminazione.
Per il resto sono del tutto d’accordo con Marsili.
[…]
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IV° Intervento dal pubblico.
Sig. Mencaraglia, consigliere comunale di Scandicci, capogruppo di Rifondazione Comunista
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Sarò brevissimo. Francamente sono abbastanza ottimista circa i tempi medio lunghi prospettati qui stasera per il problema dell’inquinamento luminoso.
Sinceramente vedo molta attività sull’argomento, a partire dal congresso nazionale di Lega Ambiente di Grosseto di quest’anno, alla recente conferenza sull’energia e l’ambiente dell’ENEA dove si e’ discusso di metodi d’illuminazione; sul Venerdì della Repubblica di recente c’era riportata l’esperienza della CEA circa l’illuminazione di certe aree di Roma. Credo quindi che con tempo medio lunghi si possa ragionevolmente sperare nell’ottenimento di qualcosa.
Anche a Scandicci qualcosa si muove e direi con un ottica un po’ diversa da quella degli astrofili, e cioè puntando fondamentalmente sul concetto di risparmio energetico e inquinamento.
[…]
Ciò che pero’ mi preoccupa sui tempi lunghi sono i costi dell’operazione.
Mentre la legge da direttive molto precise sulle operazioni da attivare, quando si parla di risorse finanziarie da investire in tali attività, qui nasce il problema. La regione darebbe 70 milioni per gli interventi, il che mi sembra alquanto poco.
Quello che si può chiedere e’ un impegno da parte delle amministrazioni di reinvestire il risparmio ottenuto nello stesso settore, cosi’ da accelerare nel tempo le ristrutturazioni necessarie.
Altra cosa e’ che e’ impossibile che ogni comune si muova autonomamente, e quindi anche qui sarà importante l’opera di coordinamento delle forze politiche all’interno dei vari comuni e l’opera attiva delle amministrazioni locali in quanto più si sale verso il potere centrale più i tempi si allungano. Problematiche di questo tipo devono essere invece gestite e affrontate proprio dalle amministrazioni locali.
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V° Intervento dal pubblico.
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Mi sembra comunque che il problema sia  di carattere europeo se non mondiale. Gli altri come lo hanno risolto o comunque come lo affrontano?
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Prof. Pacini
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Per quello che so io in generale questo problema e’ nato in prossimità dei grandi osservatori, ed in passato grandi osservatori voleva dire essenzialmente l’ovest degli USA.
Alcune città effettivamente hanno adottato una regolamentazione che favorisce molto l’osservazione astronomica e da cui traggono anche vantaggi economici. Successivamente il fenomeno si è allargato fino a toccare l’Italia, ma simultaneamente un po’ dappertutto. Quindi cosi’ come da noi, il problema dell’inquinamento luminoso è un argomento dibattuto a livello capillare solo da poco tempo.
Siamo molto indietro e credo che i tempi saranno lunghi. Le leggi dovranno essere sicure, forti, applicate, razionali e che non pretendano tutte da domani, altrimenti saranno disattese sistematicamente.
[…]
Vorrei inoltre tornare a rimarcare il fatto che l’inquinamento luminoso e’ in primis un pericolo per il mutamento dell’ambiente. Non ci siamo solo noi sulla terra e già accade che molti uccelli migratori, guidati dalla luce delle stelle, sono in pericolo perché disturbate dalle luci delle città. Altro esempio e’ quello delle tartarughe marine presenti sull’isola di Zacinto. Al momento della schiusa delle uova le neonate tartarughe vengono guidate verso il mare dal riflesso della luna e delle stelle sull’acqua stessa. Adesso invece si avviano verso gli alberghi.
Quindi per concludere vorrei sottolineare che prima degli astrofili e degli astronomi esiste un ambiente di cui il cielo fa parte da milioni di anni e questa è la cosa principale da propagandare.
Circa le industrie sono convinto che le aziende facciano solo gli interessi propri. La Guzzini aveva iniziato una campagna anche sui giornali dicendo “ci avete rubato la via lattea” o cose del genere, perché aveva iniziato a produrre un certo tipo di prodotto e lo voleva proporre sul mercato. Altre invece puntano sul conservatorismo. Non possiamo aspettare che siano le industrie a segnare la strada. Le industrie seguiranno quelle che sono le possibilità economiche e sono convinto che anche la Targetti si adeguerà rapidamente se i comuni del comprensorio cominceranno a richiedere un certo tipo di prodotto.
[…]

 

Regolamento Comunale per l’illuminazione pubblica

Il Consiglio Comunale di Scandicci

Considerato che l’attuale assetto della pubblica illuminazione determina nella nostra città oltre ad uno spreco ingente di energia (stimabile attorno al 30%), un inquinamento luminoso che ostacola l’osservazione astronomica, toglie dal panorama materiale e culturale la visione del cielo ledendo un diritto naturale della persona
Visto che per limitare tale inquinamento occorre una razionalizzazione dell’uso e delle forme di tutte le sorgenti di luce esterne e che pertanto è indispensabile:
1. contenere il consumo energetico derivante dalla illuminazione pubblica e privata
2. migliorare l’illuminazione pubblica la dove essa serve effettivamente ai cittadini
3. tutelare i siti degli osservatori astronomici e zone circostanti

Considerato opportuno che il comune eserciti un controllo per un razionale uso dell’energia elettrica di illuminazione esterna;

Viste la proposta di legge 751 presentata il 9.6.96 Misure urgenti in tema di risparmio energetico da uso di illuminazione esterna e di lotta all’inquinamento luminoso; la proposta di legge regionale presentata da varie associazioni (C.A.A.T., WWF, Legambiente, Greenpeace) sul medesimo argomento;

Viste le proprie precedenti deliberazioni in tema di sviluppo ambientalmente compatibile;
preso atto dei pareri favorevoli relativi alla regolarità tecnica del provvedimento nonché della sua legittimità ai sensi della corrente legislazione
delibera
di adottare il regolamento allegato, che vuole faccia parte integrante della delibera
invita
il sindaco e gli organi tecnici a prendere, ognuno per la sua competenza, accordi con amministrazioni ed uffici dell’area metropolitana al fine di concordare ed estendere l’iniziativa.


REGOLAMENTO

Norme per il miglioramento dell’illuminazione pubblica e privata esterna attraverso il contenimento del consumo energetico e l’abbattimento dell’inquinamento luminoso

Articolo 1 -
Tutti gli impianti di illuminazione esterna, pubblica e privata, in fase di progettazione, appalto o installazione dovranno essere eseguiti secondo criteri “antinquinamento luminoso con basso fattore di abbagliamento e a ridotto consumo energetico.

Dall’entrata in vigore del presente regolamento non potranno più essere impiegate ottiche e sorgenti di luce non rispondenti ai criteri successivamente indicati.

Inoltre, quelle già esistenti sul territorio del Comune dovranno essere sostituite, modificate o utilizzate secondo le modalità esposte nei successivi articoli.
 
 Articolo 2 -
Agli effetti del presente regolamento sono considerati antinquinamento luminoso con basso fattore di abbagliamento tutti gli apparecchi di illuminazione dotati di dispositivi di controllo del flusso luminoso diretto verso il basso.  la scelta degli apparecchi di illuminazione dovrà essere effettuata tenendo conto delle seguenti tipologie:
 

Armature con diffusore in vetro piano realizzate con ottica in classe Cut-off
 Sfere o lanterne munite di gruppo ottico lamellare o di lente toroidale in vetro ottico per la distribuzione di luce verso il basso.
Proiettori con riflettore asimmetrico o in alternativa con riflettore simmetrico purché muniti di schermo per l’orientamento del flusso luminoso Nell’installazione degli apparecchi di illuminazione si dovrà aver cura che l’emissione della luce sia diretta verso il basso, in modo da ridurre il più possibile l’inquinamento luminoso.
Allo scopo di uniformare la qualità della luce emessa dagli impianti di illuminazione stradale, é opportuno che siano impiegate esclusivamente lampade al associo ad alta pressione del tipo ad alta efficienza; mentre per l’illuminazione nelle aree a verde é possibile utilizzare lampade a vapori di mercurio o a ioduri metallici.

E’ consentito l’uso di lampade elettroniche a basso consumo purché secondo le modalità indicate dal presente regolamento.  Al fine di ridurre ulteriormente il consumo energetico e l’inquinamento luminoso gli impianti di illuminazione dovranno esser realizzati in modo che dopo le ore 23 si riduca la quantità si luce emessa utilizzando allo scopo uno dei seguenti sistemi:
 

impianto con controllore elettronico di flusso luminoso
impianto con doppio circuito tutta-notte mezza-notte


Articolo 3 -
L’obbligatorietà di utilizzazione di lampade al sodio non é prevista per gli impianti sportivi. In ogni caso dovranno essere impiegati criteri e mezzi per evitare fenomeni di dispersione della luce verso l’alto o al di fuori dei suddetti impianti.
 
Articolo 4 -
E’ fatto divieto di utilizzare, per l’illuminazione pubblica e privata, fasci di luce orientati dal basso verso l’alto. Fari, torri-faro e riflettori, illuminanti parcheggi, piazzali, giardini, monumenti, svincoli ferroviari e stradali, complessi industriali e commerciali di ogni tipo dovranno obbligatoriamente avere, rispetto al terreno, un’inclinazione non superiore a 30 gradi se simmetrici nonché idonei schermi per evitare dispersioni verso l’alto se necessario e a 0 gradi se asimmetrici. In ogni caso non potranno inviare luce al di fuori delle aree da illuminare.  Tale disposizione si applica anche alle insegne pubblicitarie non dotate di luce propria. Per quelle luminose di non specifico e necessario uso notturno dovrà essere osservato, per lo spegnimento obbligatorio, l’orario previsto dall’articolo 2.

Nell’illuminazione di edifici dovrà essere utilizzata la tecnica “radente dall’alto”. Solo nei casi di assoluta impossibilità di attuazione della stessa, e per soggetti di particolare e comprovato pregio architettonico, é prevista deroga.

In tal caso i fasci di luce dovranno rimanere di almeno un metro al di sotto del bordo superiore della superficie da illuminare e, comunque, entro il perimetro degli stessi, prevedendo lo spegnimento parziale o totale, o la diminuzione di potenza impegnata degli impianti dopo le ore indicate nell’articolo 2.

E’ altresì fatto divieto, nel territorio del Comune, di utilizzare, per meri fini pubblicitari o di richiamo, fasci di luce roteanti o fissi di qualsiasi tipo.
 
Articolo 5 -
Il Comune, in sede di approvazione delle Concessioni Edilizie e/o Autorizzazioni, dovrà comunicare i vincoli stabiliti dal presente regolamento e verificare, preventivamente, la compatibilità degli impianti di illuminazione esterna nonché di eventuali insegne pubblicitarie previsti nei progetti con gli stessi.

Le Ditte fornitrici e/o appaltatrici di impianti di illuminazione esterna dovranno attestare, sotto la propria responsabilità, la rispondenza delle sorgenti di luce fornite con i criteri sopra indicati.  Per gli impianti privati tali caratteristiche verranno assicurate dai progettisti, dagli installatori ovvero ancora dagli utilizzatori degli stessi.
 
Articolo 6 -
(Disposizioni transitorie e finali)
Con l’entrata in vigore del presente regolamento il Comune, nell’ambito dei finanziamenti assegnati e/o destinati allo scopo di cui al presente regolamento, ed ogni altro soggetto pubblico o privato, dovrà avviare la sostituzione o modifica tutte le sorgenti di luce non rispondenti ai criteri indicati per ridurre l’inquinamento luminoso, l’abbagliamento ed i consumi energetici, stabilendo per il primo e secondo anno di interventi appositi stanziamenti in bilancio e quantificando gli interventi successivi in misura pari al risparmio energetico ottenuto.  Le modifiche non comportanti spese dovranno essere attuate entro sei mesi dall’approvazione del presente regolamento.

Per l’adeguamento degli impianti si potrà procedere anche alla sola installazione di appositi schermi sulle armature, alla sostituzione dei vetri di protezione e delle lampade, alla modifica di inclinazione delle sorgenti, ovvero ancora alla semplice rimozione dei vetri protettivi, purché assicurino caratteristiche finali analoghe a quanto disposto nel presente regolamento.

Per la riduzione del consumo energetico degli impianti già operanti, in assenza di regolatori di flusso luminoso o sistemi di cablaggio, i soggetti interessati procederanno allo spegnimento del 50% delle sorgenti di luce dopo gli orari indicati nell’articolo 2.

La disposizione del precedente comma non é obbligatoria per le strutture in cui vengono esercitate attività relative all’ordine pubblico, all’amministrazione della giustizia, alla difesa.  Tutte le deroghe previste dal presente regolamento, o le eventuali successive, potranno essere rese note, per categorie generali e con apposito allegato, con la pubblicazione e/o diffusione di cui all’ultimo comma del presente articolo.

Per la migliore e razionale conversione degli impianti il Comune e, tramite esso, qualsiasi altro soggetto, potrà richiedere Consulenza Tecnica alla Direzione dell’Osservatorio Astrofisico di Arcetri Il controllo dell’applicazione e del rispetto dei criteri esposti nel presente regolamento é demandato al Comando di Polizia Municipale che provvederà a rendere noti gli sviluppi su base annua.  Entro un mese dall’approvazione del presente regolamento il Comune provvederà a diffonderne la conoscenza in modo capillare secondo le modalità che verranno ritenute più opportune.

L'inquinamento Luminoso e il Regolamento Comunale di Scandicci

Dopo numerose lettere  all'attenzione del Comune di Firenze e sterili incontri con gli organi competenti, al fine di combattere le sistematiche violazioni commesse dal comune stesso nei confronti dello Regolamento Comunale emanato nel 1994 e atto a regolamentare le sorgenti illuminanti a fini di risparmio energetico e di riduzione dell'inquinamento luminoso, miglior esito ha sicuramente avuto il tentativo di sensibilizzare l'amministrazione comunale di Scandicci, comune all'interno del quale sorge l'osservatorio dell'associazione.
Grazie alla fattiva collaborazione del Gruppo Astrofili M13 di Scandicci e alla sensibilità di alcuni consiglieri comunali, è stato possibile organizzare in data 10/10/1998 una conferenza aperta a tutta la popolazione sul tema "L'inquinamento Luminoso".
Presente alla conferenza il Prof. Pacini dell'Osservatorio di Arcetri e lo stesso Sindaco di Scandicci.
Quel che noi ritenevamo essere già un successo, e cioè la stessa organizzazione della cosa, si è poi arricchito di numerose gratificazioni susseguitesi inaspettatamente. Prima grande sorpresa è stata l'affluenza alla serata, la quale ha toccato l'insperato picco di circa un centinaio di persone; la platea per di più si e' dimostrata partecipe e interessata all'orgomento.
La presenza inoltre di numerosi consiglieri comunali ha fatto si che il messaggio che tutti noi volevamo lanciare fosse chiaramente recepito.
Ed ecco quindi giungere la successiva e maggiormente insperata sorpresa. Durante un consiglio comunale di Novembre, lo stesso ha deliberato un regolamento atto a razionalizzare l'illuminazione pubblica a fini di risparmio energetico e riduzione dell'inquinamento atmosferico e luminoso.

Potrete qui di seguito accedere sia all'estratto della conferenza sopracitata che al testo del regolamento comunale.


Estratto della conferenza del 10/10/1998

Testo del regolamento comunale per l'illuminazione pubblica 
 
 

Conferenza dal tema L'inquinamento Luminoso

Il documento che potrete leggere qui di seguito è l’estratto di una conferenza tenutasi in data 10/10/1998 c/o la Sala Consiliare del Comune di Scandicci sul tema “L’inquinamento luminoso”.
Questo incontro è nato dalla volontà di dar vita ad un dibattito inerente un argomento ancora troppo poco considerato ma che col passare del tempo sta acquistando sempre maggiore attenzione nella sensibilità comune ai problemi ambientali.
Considerato inoltre che molti enti locali sul territorio nazionale stanno cominciando a muoversi sempre di più nella direzione di attivare regolamenti aventi funzione di razionalizzare lo sviluppo ed incremento delle sorgenti illuminanti, ecco che in concomitanza con la Fiera di Scandicci 1998 si e’ colta l’occasione per dibattere insieme, associazioni, cittadinanza e forze politiche , su un problema che riguarda il generale miglioramento della qualità della vita.
 

Moderatore:

Giacomo Gentiluomo, presidente del Gruppo Astrofili M13 di Scandicci.
1° relatore:

Prof. Franco Pacini, direttore dell’Osservatorio Astrofisico di Arcetri.
2° relatore:

Riccardo Paolinetti, progettista ottico c/o le Officine Galileo di Firenze e direttore dell’Osservatorio di San Polo a Mosciano dell’Associazione Astrofili Fiorentini.
 
 

Promotori dell’incontro:  Gruppo Astrofili M13 di Scandicci
                                           Associazione Astrofili Fiorentini
                                           Comune di Scandicci



Estratto della conferenza-

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Moderatore: Giacomo Gentiluomo, presidente del Gruppo Astrofili M13 di Scandicci.

Mi presento, io sono del Gruppo Astrofili M13 di Scandicci, un’associazione che si occupa, per passione dell’osservazione del cielo e anche di divulgazione, soprattutto facendo un riferimento specifico ai problemi del territorio. Noi siamo un gruppo di Scandicci e in quanto tali vogliamo operare principalmente nel nostro territorio. A tal proposito saluto il signor sindaco che ci ha fatto l’onore di essere intervenuto insieme a qualche assessore, e tutto il pubblico.
Questa manifestazione e’ stata fortemente voluta da noi e dall’Associazione Astrofili Fiorentini la cui associazione, ormai vecchia di 40 anni, porta avanti più o meno gli stessi intendimenti. Combinazione vuole che abbiano un osservatorio a San Polo a Mosciano, perciò’ nel territorio di Scandicci, e conseguentemente certe attività le svolgiamo molto volentieri insieme.
Abbiamo unito le nostre forze perché in occasione della Fiera che e’ una cosa bellissima che sta accadendo in questi giorni a Scandicci […], c’è stato offerto dall’amministrazione comunale di essere presenti così come negli anni precedenti. Abbiamo un piccolo stand con esposizione di foto astronomiche, filmati, diapositive, e tutte le sere, tempo permettendo abbiamo messo a disposizione di tutta la cittadinanza i nostri telescopi […].
Passo subito al problema. Abbiamo voluto nell’ambito di questa manifestazione un incontro illustrativo più che un dibattito sul problema dell’inquinamento luminoso.
Come avete letto sul volantino […], e’ un problema che sta venendo fuori un po’ in tutte le città italiane perché, da quando la civiltà industriale ha cominciato ad illuminare le città, abbiamo perso il gusto e la possibilità’ di contemplare in cielo e le stelle.

E’ un problema che sentiamo molto e che si può risolvere con un minimo di buona volontà.
Ecco perché siamo qui stasera, per spiegarvi e per raccogliere le vostre domande su come e si può e si deve secondo noi risolvere questo problema.
Sono con noi Il Prof. Franco Pacini, direttore dell’Osservatorio Astrofisico di Arcetri, e Riccardo Paolinetti, specialista in sistemi ottici, astronomici e spaziali.
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Passo subito la parola al professore.
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1° relatore: Prof. Franco Pacini, direttore dell’Osservatorio Astrofisico di Arcetri.

Ho accettato volentieri l’invito di venire qui perché sono una delle vittime dell’illuminazione di Scandicci, il signor sindaco mi perdoni.
Quello che succede e’ che abito non lontano da qui e di tanto in tanto mi diverto a non fare solo il direttore di un osservatorio, il che significa in realtà non fare l’astronomo, perché è la stessa cosa di fare il direttore di un qualunque altro posto dove lavorano un centinaio di persone, bensì mi diverto ancora come da bambino a guardare le stelle, ma le stelle non si vedono più ed e’ un peccato.
Mi sono anche comprato un piccolo telescopio, molto più piccolo di quelli che hanno i nostri amici astrofili, pero’ davvero e’ dannatamente difficile vedere le stelle.
E’ una situazione paradossale per l’astronomia di oggi.
Da un lato molta più gente che nel passato si interessa del cielo, di galassie di buchi neri lo si vede in TV lo si legge sui giornali […].
Esiste  quindi tutto questo interesse che non esisteva in passato pero’ simultaneamente il cielo non lo si guarda e non lo si può vedere e questo e’ paradossale, perché se ora vi chiedessi quanti di voi hanno sentito parlare di buco neri negli ultimi 3 mesi, probabilmente quasi tutti voi avete avuto occasione di trovare la parola buco nero in qualcosa che avete letto o visto in TV. Se vi chiedessi quanti di voi hanno visto la via lattea negli ultimi  3 mesi e’ chiaro che sono stati solo quelli che sono andati in vacanza i n una bella spiaggia lontana da un centro di villeggiatura importante e magari qualcuno di voi non l’ha neanche mai vista, come mi capita spesso di sentir confessare.
Io non voglio fare un discorso specialistico, ma vorrei mettere in chiaro alcune cose, cosi’ come vedo io personalmente la cosa.
Non voglio fra l’altro fare un discorso  specialistico in quanto non sono competente, perché sul problema inquinamento luminoso hanno molte più cose da dire gli ingegneri, gli economisti ecc. che non se volete gli astronomi.
Per me il punto e’ questo.
Il problema inquinamento luminoso non riguarda gli astronomi professionisti non riguarda l’osservatorio di Arcetri o altri italiani, perché ad oggi i nostri telescopi sono cosi potenti da essere disturbati dalle luci di una città come Scandicci già alla distanza di 100 km.
[…]
La loro sensibilità è tale che l’astronomo non li colloca più nelle sedi tradizionali.
Chi e’ venuto ad Arcetri si domanda” ma come…non avete niente?”
E’ vero, non abbiamo niente, perché un secolo fa quando Arcetri fu fondato gli strumenti erano meno potenti e la città di luci ne aveva evidentemente ben poche.
Quando 20 anni fa Arcetri cominciò a gestire un importante telescopio da 1½ metri, questo telescopio venne collocato alle pendici del Cervino. E questo vale per tutti gli osservatori importanti. Quando fanno ricerca avanzata vanno in una di queste cittadelle internazionali con i grandi telescopi che si trovano sulle Ande cilene o sulle cime di vulcani spenti alle Canarie  o alle Hawaii e quindi salvo piccoli provvedimenti prudenziali da parte delle amministrazioni, e’ difficile salvaguardare i grandi telescopi di ricerca.  Non credo che questo debba essere l’obiettivo che il discutere di inquinamento luminoso debba proporsi perché è un obiettivo irrealistico.
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[…]
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Quale e’ il problema quindi? E’ quello ambientale, e comincia ad essere fortemente riconosciuto. Infatti Lega Ambiente nel suo convegno nazionale svoltosi a Grosseto ha inserito il cielo fra uno dei grandi temi. Che cosa intendo dire con questo?
Intendo dire essenzialmente che se noi pensiamo all’uomo di 2 milioni di anni fa o al nostro avo del pleistocene o all’uomo della pietra fino a giungere a  nostro nonno, il cielo lo vedevano, lo conoscevano. E senza dubbio lo conoscevano bene gli antichi i quali ci proiettavano le proprie credenze miti e religioni, lo guardavano con spavento e lo facevano sede degli dei […], essenzialmente quindi il cielo e’ stato una parte enorme nella cultura umana, nello sviluppo delle religioni, delle credenze e non ultimo è anche elemento di spettacolo. Bene, tutto questo non c’è più e quindi ci è stato tolto il cielo dal punto di vista culturale ed ambientale. […]
Per me quindi e’ un problema ambientale e non lo si può di certo risolverle di colpo.
Io non sono un koomeinista e credo quindi ci si debba affidare agli stessi criteri che si usano con altri problemi ambientali: abbiamo danneggiato enormemente l’ambiente, smettiamo di farlo e cerchiamo di tornare indietro.
Cosa significa questo:
significa che non so fino a che punto sia possibile ipotizzare che nei prossimi 2 o 3 anni il cielo si riveda, pero’ posso ipotizzare l’idea, riferendomi alla realtà in cui viviamo, che ci siano delle normative che impediscano gli scempi peggiori. Se per esempio quel dannato faro roteante che c’è qui nei dintorni fosse fatto spegnere grazie qualche normativa, ciò non costerebbe nulla, mentre credo costerebbe molto al comune di Scandicci e cosi’ a qualunque altro comune, improvvisamente cambiare tutte le luci e sostituire le une con le altre. In tal caso il processo deve essere più graduale e quindi il buon senso mi dice che alcune cose devono essere fatte gradualmente, mentre altre possono fare rapidamente anche se possono colpire interessi individuali. […]
La sensibilità generale aumenta in tutta Italia. Fa piacere sapere che Firenze ha già una legislazione, anche se secondo me non sufficiente, e che i comuni limitrofi, che non sono poi  cosi piccoli, vogliano non adottare la medesima normativa ma comunque fare passi in quella direzione; certo ci vorranno un po’ di anni, ma secondo me questo e’ il percorso giusto.
Naturalmente poi da un punto di vista più generale rispetto a quello della singola città, credo che sia possibile, dal momento che si parla di parchi per altre cose, immaginare delle zone d’Italia dove non c’è la necessita’ di illuminazione, dove non si contrasta il concetto di sicurezza. E quindi l’idea di nuovo di parchi dove ci siano protezioni forti contro le luci mi sembra un’altra idea sensata.
Oggi un forte ruolo nella divulgazione scientifica la giocano le associazioni di astrofili. Gli astrofili rappresentano un veicolo di diffusione dell’astronomia e della scienza in generale. Io lo dico sempre e ne sono convinto: anche se dobbiamo combattere le irrazionalità’ tecnologiche come quella dell’inquinamento luminoso, dobbiamo anche renderci conto che molti di noi sono qui e non al cimitero perché c’è stato un sviluppo scientifico che ci ha consentito anche di allungare la vita. Quindi, se la scienza è così importante, e anche se ci sono coloro che dicono che la scienza porta i mali, io sono convinto che la scienza è una sorgente di sviluppo positiva. Ma attenzione, occorre anche che si diffonda una cultura scientifica, perché quando abbiamo dovuto votare sul nucleare o dovremo votare sulle bio-tecnologie, come facciamo se la maggioranza dei cittadini non conosce gli argomenti?
E’ necessaria quindi una conoscenza della cultura scientifica, altrimenti torniamo indietro ai tempi in cui i preti parlavano latino: gli scienziati deterranno le cose e il concetto stesso di democrazia scomparirà’. Sarà cioè puramente apparente, poiché non e’ facile prendere decisioni razionali se non si conoscono gli argomenti.
Quindi credo che la diffusione della scienza sia importante, e l’astronomia serve anche a  questo grazie anche al fatto di essere la più popolare fra le discipline scientifiche poiché concilia tanti aspetti delle nostre curiosità.
E in questo senso credo che gli astrofili facciano un lavoro utile, non solo quando scoprono un asteroide, e per questo congratulazioni, ma anche quando fanno opera di divulgazione scientifica in genere. E’  quindi anche per questo che le loro esigenze, che poi non sono come quelle dell’astronomia professionistica, devono essere curate e vanno evitate interferenze in un modo o nell’altro.
A conclusione quindi possiamo dire che ormai esiste un ampia  area di studio sull’argomento inquinamento luminoso e che non sentendomi qualificato per affrontare trattazioni tecniche mi limito alle considerazioni generali fin qui descritte.
Trovo comunque molto  interessante pensare che una cosa del tutto ignorata fino a circa 2-3 anni fa come quella dell’inquinamento luminoso, adesso porti a dibattiti di cui questo e’ un esempio come tanti altri che si svolgono un po’ su tutto il territorio nazionale  e che  progetti di regolamento o di legge giacciono in molti consigli comunali, regioni e anche presso il parlamento italiano. Grazie.
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2° relatore: Riccardo Paolinetti, progettista ottico c/o le Officine Galileo di Firenze e direttore dell’Osservatorio Di San Polo a Mosciano dell’Associazione Astrofili Fiorentini.
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Buonasera. Io rappresento l’Associazione Astrofili Fiorentini. Il problema dell’inquinamento luminoso e’ stato da noi sempre molto sentito ed abbiamo accettato molto volentieri di effettuare questo dibattito insieme agli amici di Scandicci del Gruppo M13 in  quanto la nostra associazione oltre ad operare nel comune di Firenze dove è nata nel 1958, ha un osservatorio qui nel comune di Scandicci  a San Polo a Mosciano. Questo osservatorio speriamo da qui a 2 anni ospiterà quello che e’ il più grande telescopio regionale, un telescopio professionistico, e alla cui costruzione hanno partecipato industrie leader fra cui le officine Galileo, e tale telescopio pur non essendo un mostro per il diametro, sarà utilizzato per fare ricerca nel campo della fotometria fotoelettrica in collaborazione con l’università di Bologna e per fare astrometria con telecamere CCD. […]
Quindi abbiamo sentito molto il problema dell’inquinamento luminoso.
Vi illustrerò ora alcuni lucidi, alcuni dal contenuto tecnico, mentre altri invece illustreranno alcune norme legislative prodotte dal Comune di Firenze e cosa e’ in procinto di realizzare la regione Toscana.
Inquinamento luminoso e risparmio energetico. Questo il tema.
Infatti non e’ soltanto illuminando moltissimo o di più che si può in effetti vedere meglio. Esistono tecniche e modi di illuminare che consentono un illuminamento al suolo superiore di quello che abbiamo attualmente, e quindi a vantaggio della nostra sicurezza pur non disperdendo energia verso il cielo. […]
L’inquinamento luminoso e’ la forma minormente nota di inquinamento atmosferico, forse perché anche il più recente ad essere emerso. Se ricordiamo Firenze 20 anni fa, trovavamo solo una lampadina agli incroci, mentre ora intere file di lampioni illuminano tutte le strade. Diciamo che solo dagli anni 80 il problema si e’ fatto evidente.
E cosi’ che nell’ultimo periodo sia le associazioni di astrofili che di astronomi professionisti hanno deciso di mobilitarsi per combattere il fenomeno. […]
Recandosi sulle colline circostanti la città e’ possibile vedere come quest’ultima sia avvolta da un bagliore giallastro. Questo e’ dovuto in parte dalla luce riflessa dall’asfalto o dalle case stesse, ma comunque la gran parte viene buttata direttamente in aria da un errato utilizzo o progettazione degli apparecchi illuminanti.
Fortunatamente alcune amministrazione hanno già iniziato ad affrontare tale problema. Primo di tutti nel ’94 e’ stato il comune di Firenze con un regolamento comunale per atto alla riduzione dell’inquinamento luminoso. Sono seguite altre iniziative come quella della Regione Veneto. Noi auspichiamo che anche il comune di Scandicci faccia qualcosa in merito con lo scopo di ridurre l’inquinamento luminoso e risparmiare soldi dell’illuminazione pubblica. Accennava Pacini a diapositive relative a visioni notturne riprese da satelliti meteorologici dell’Europa e dell’Italia che vi mostro ora. Le macchie bianche disseminate nell’immagine sono le luci delle città. […]
Vedete quanta luce va persa in aria!
Incentriamo ora il discorso sul problema del risparmio energetico.
La luce che viene dispersa in atmosfera non raggiunge lo scopo per la quale e’ stata prodotta. Illuminiamo lo spazio invece che illuminare a terra. Classico esempio è l’illuminazione delle facciate dei palazzi o i fari delle discoteche (fra l’altro vietati dall’art. 23 del nuovo codice della strada in quanto disturbano e possono distogliere l’attenzione dell’automobilista causando incidenti).
[omissis]
Lo spreco dell’energia in Italia e’ valutabile in una cifra pari a 400 miliardi. In Toscana si raggiungono 30 miliardi. Firenze spende circa 10 miliardi all’anno, Scandicci 500 milioni. Di questi soldi, con una razionale illuminazione si può risparmiare fino al 30% permettendo in più a tutta la cittadinanza di veder il cielo, attualmente invisibile dalla città.
Con l’uso quindi di lampade ad alta efficienza e diffusori cut-off si produrrebbe un risparmio energetico a livello nazionale pari a 3 miliardi di kW.
Si potrebbe cosi’ ridurre anche l’emissione di anidride carbonica nell’atmosfera pari a circa 2.5 tonnellate l’anno.
Contribuendo cosi a ridurre l’inquinamento atmosferico.
Il risparmio in kW appena dichiarato si renderebbe inoltre subito disponibile per essere impiegato in altro modo, come per esempio aumentare l’illuminazione al suolo li dove invece a tutt’oggi  si rende ancora necessario.
Vi mostro ora un grafico dove e’ riportata in ascissa la lunghezza d’onda, e in ordinate la sensibilità dell’occhio. Come si può vedere l’occhio e’ sensibile maggiormente nel giallo.
Guardiamo ora in un altro grafico dove emette il sole.
Il sole ha la massima emissione anch’esso nel giallo. La natura quindi ci ha pensato molto bene: se la stella emette nel giallo l’occhio umano si e’ tarato sulla medesima frequenza.
Vediamo ora l’efficienza di alcune lampade.
Prendendo come base una semplice lampada ad incandescenza, a parità di consumo energetico possiamo vedere quanto segue :
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lampada ad incandescenza
fattore di illuminazione
1 unita’
lampada al neon 
fattore di illuminazione
2 unita’
lampada ai vapori di mercurio
fattore di illuminazione
3.5 unita’
lampade al sodio ad alta pressione
fattore di illuminazione
10 unita’
lampade al sodio a bassa pressione
fattore di illuminazione
20 unita’
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Queste ultime 2 risultano certamente essere le più idonee per l’illuminazione pubblica data la loro alta efficienza. Quelle a bassa pressione poi emettendo solo sulle 2  frequenze caratteristiche del sodio (non a caso anch’esse nel giallo [n.d.r.]) risulterebbero anche facilmente filtrabili nel caso in cui un osservatorio si trovasse in prossimità di un centro urbano.
[…]
Vediamo ora come dovrebbe essere il corpo illuminante di una lampada cut-off.
Intanto immagino che tutti abbiate visto gli apparecchi illuminanti che sono normalmente per le strade. Hanno una copertura in vetro a microprismi che diffonde la luce in tutte le direzioni.
[…]
Una lampada cut-off ha uno schermo in vetro perfettamente parallelo al terreno e il corpo illuminante e’ totalmente all’interno della lampada. Il corpo emittente con il suo schermo deve consentire una illuminazione in tutte le direzione senza superare un angolo di 45°. Sono severamente vietate schermature prismatiche. Quindi solo vetri piani che schermano la radiazione ultravioletta.
Il comitato elettrotecnico in più consente di inclinare le lampade per un angolo di 5/15 gradi al massimo. Otteniamo così con un palo di 10 metri un illuminazione al suolo fino a 17 metri senza dispersione in cielo
La prima installazione fatta dal comune di Firenze di questo tipo di lampade è in prossimità del carcere di Sollicciano.
[…]
Anche il comune di Scandicci, nonostante non abbia ancora un regolamento ha già fatto nuovi impianti utilizzando lampade tipo cut-off.
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Guardiamo ora dal punto legislativo cosa ha già fatto per esempio il comune di Firenze, primo comune italiano a muoversi in questo senso, con la delibera 923/326 argomento 517 del 3 Ottobre 1994, “Norme per il miglioramento dell’illuminazione pubblica attraverso il contenimento del consumo energetico e l’abbattimento dell’inquinamento luminoso”.
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Cosa ha portato il comune ad effettuare tale delibera:
1. Eccesso di illuminazione pubblica.
2. Spreco di energia nell’ordine del 30% (dovuto a lampade non cut-off).
3. Inquinamento luminoso che ostacola gravemente l’osservazione astronomica.
Nota del relatore: E’ vero che le osservazioni “di punta” sono fatte dai grandi  telescopi professionali, ma e’ altrettanto vero che degli astrofili ben preparati e con strumentazioni e metodologie serie possono effettuare delle ricerche e pubblicazioni in collaborazione con l’università, quindi alcuni lavori che possiamo chiamare di routine possono cosi’ essere demandati ad astrofili, i quali, purtroppo, la mattina dopo devo andare a lavorare, non potendosi quindi permettere di fare centinaia di chilometri per recarsi all’osservatorio, il quale per necessita’, deve poter essere quindi il più vicino possibile a casa.
4. Danneggiamento delle osservazioni anche dai comuni limitrofi.
Nota del relatore: Infatti essendo il comune più grande del comprensorio, con la sua illuminazione disturbava anche coloro che volevano effettuare osservazioni dai comuni limitrofi.
5. Danneggiamento dell’immagine della città di notte.
Nota del relatore: In effetti se osserviamo il contrasto dei monumenti rispetto allo sfondo, ormai il contrasto e’ molto basso. Il cielo non e’ più nero e quindi i monumenti non si stagliano più prorompentemente. […]
6. Tutela dei siti degli osservatori astronomici pubblici e privati e delle zone ad essi limitrofe.
7. Sperimentazione alla proposta di legge nazionale presentata nel ’92 da parte del comune di Firenze.

Quindi questo era lo spirito della delibera che adesso andremo a vedere.

Eccone i punti salienti:
 

 Gl’impianti esterni di illuminazione pubblica e privata dovranno essere realizzati con lampade tipo full cut-off.
 Impiego di lampade al sodio ad alta e bassa pressione con regolatori del flusso luminoso.
 Globi e lanterne muniti di alette frangiluce nere nella parte superiore e inclinate a 45°.
 Divieto di utilizzo di vetri curvi o prismatici a protezione delle lampade.
 Sostituzione di tutti gli impianti non a norma al momento dell’ordinaria o straordinaria manutenzione.
Nota del relatore: Ciò consente nel tempo e negli anni di mettere a norma tutti gli impianti senza gravare onerosamente sulle casse del comune, cosa che invece accadrebbe nel caso in cui si dovesse sostituire in blocco tutti gli impianti non a norma.
Dismissione di tutte le ottiche inquinanti entro 2 anni ed entro un raggio di 2.5 km da ogni osservatorio.
Divieto di utilizzo di protettori orientati dal basso verso l’alto.
Tutti gli impianti illuminanti, parcheggi, impianti sportivi, monumenti, dovranno avere una inclinazione massima di 15° rispetto al terreno.
I fasci che illuminano i monumenti dovranno restare un metro al di sotto dell’altezza massima della superficie da illuminare, e quelli provenienti dal basso dovranno essere spenti alla mezzanotte. […]
Spegnimento del 50% dell’illuminazione dopo la mezzanotte o riduzione della potenza di tutti  i punti luce di almeno il 30%.
Costituzione della Commissione Consultiva per il Risparmio Energetico che dovrà essere formata da un tecnico comunale e dirigente della pubblica illuminazione, un rappresentante della polizia municipale settore traffico, un rappresentante degli astrofili, un rappresentante degli astronomi e un rappresentante della società appaltatrice dei lavori pubblici di illuminazione.
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Quello che mi preme sottolineare prima di continuare nell’illustrare il progetto di legge regionale sull’inquinamento luminoso, e’ che questo problema non può essere affrontato singolarmente dalle varie realtà comunali. Se Firenze e Scandicci realizzano una ottima illuminazione  cut-off mentre i comuni limitrofi no, e’ inutile. Cosi come secondo me sono inutili i parchi delle stelle. Sono di fatto irrealizzabili. Non si possono abbuiare aree di centinaia di chilometri. In realtà bisogna che tutte le aree siano ben gestite così da ottenere riduzione dell’inquinamento luminoso e risparmio energetico che poi si traduce o in riduzione delle tasse dei cittadini o maggiore disponibilità per investimenti in altri settori che comunque vanno a beneficio dei cittadini stessi.
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Passiamo ora al progetto di legge regionale sull’inquinamento luminoso chiamato “norme per la prevenzione dell’inquinamento luminoso”.
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Questi i punti salienti relativamente alla tutela degli osservatori dall’inquinamento luminoso.
 

 “Sono tutelati dalla presente legge gli osservatori astronomici, professionali che svolgono attività di ricerca scientifica, non professionali che svolgono ricerca scientifica o divulgazione.”
“Attorno a ciascun osservatorio e’ istituita una zona di particolare protezione dall’inquinamento luminoso avente un estensione di raggio 25 km per gli osservatori professionali e non professionali che svolgono ricerca in collaborazione con università o osservatori professionali.”
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Intervento del prof. Pacini
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Questa norma mi sembra un po’ koomeinista perché proteggere San Polo  o Arcetri per un area di diametro di 25 km quando comunque mai potremmo raggiungere le condizioni per fare ricerca scientifica e’ una cosa insensata e per di più si da nuovamente vitaa leggi impraticabili, considerato che un’area di rispetto di 25km vuol dire abbuiare tutta Firenze e Scandicci. E’ una cosa inattuabile.
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Riprende la parola Paolinetti.
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D’accordo con l’intervento del prof. Pacini. Ritengo però che con area di massimo rispetto non si intenda un area di totale abbuiamento bensì in divieto di forme clamorose di illuminazione tipo fari dall’alto verso il basso o torri faro. Mi preme ribadire che qui nessuno ha intenzione di mettere al buoi le città bensì razionalizzare l’illuminazione al fine di migliorare l’illuminazione al suolo e ridurre lo spreco verso il cielo.
Continuando ad illustrare le norme regionali atte alla salvaguardia degli osservatori, ecco gli ultimi due punti che ho ritenuto importante riportare.

 “Entro un chilometro il linea d’aria dagli osservatori professionali o osservatori non professionali che svolgono attività di ricerca in collaborazione con università o osservatori professionali sono vietate tutte le sorgenti di luce che producono emissioni verso l’alto. Quelle esistenti dovranno essere sostituite od opportunamente schermate.”
“Divieto di utilizzo di fasci di luce di qualsiasi tipo e modalità fisse e roteanti dirette verso il cielo o verso superfici che possano riflettere verso il cielo  presenti nella fascia fra 25 e 50 chilometri dagli osservatori professionali o osservatori non professionali che svolgono attività di ricerca in collaborazione con università o osservatori professionali.”
[…]
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Termino qui il mio intervento e lascio la parola alle domande del pubblico.
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I° Intervento dal pubblico.
Membro del gruppo astrofili Quasar di Prato.
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Buonasera io sono del gruppo astrofili Quasar di Prato.
In passato abbiamo avuto occasione di parlare con l’assessore all’ambiente del nostro comune al fine di fargli presente l’esistenza del problema inquinamento luminoso, e lui ci aveva invitato a fargli delle proposte di possibili risoluzioni. Però abbiamo trovato difficoltà a presentargli un piano organico, una proposta attuabile di intervento sul territorio. Chi ci può dare del materiale e che tipo di materiale si può avere che però abbia valenza concreta, proponibile e tecnicamente accettabile, e che sia innesco di un processo evolutivo.
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Paolinetti
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Posso fornirvi tutto il materiale da cui ho estratto il mio intervento di stasera ed in più ho la versione integrale della delibera del comune di Firenze. In più la Silfi Spa ha vasta documentazione circa le lampade cut-off utilizzate negli impianti del comune di Firenze.
Anche rivolgendosi a loro e’ possibile ottenere molto materiale tecnico.
[…]
La delibera del comune di Firenze non e’ solo una dichiarazione di intenti ma e’ operativa e già diverse aree della città sono già state aggiornate in accordo a tale regolamento
Anche il comune di Scandicci, nonostante non disponga di un regolamento ha già realizzato alcuni nuovi impianti secondo le nuove tecnologie full cut-off. In realtà spesso il problema e’ anche riuscire a rivolgersi alle persone giuste all’interno dell’amministrazioni comunali. Per esempio è importante contattare i tecnici dell’ufficio tecnico del comune e in modo da fargli capire quale e’ il vero problema e sensibilizzarli al fatto che esiste anche un reale risparmio con l’utilizzo di tali nuove lampade.
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Membro del gruppo astrofili Quasar di Prato.
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Ho l’impressione però , cosi come si può evincere anche dalla proposta di legge regionale, ci sia un isolamento dell’astronomo e dell’astrofilo astrofilo. Intendo che, tutto sommato, leggendo la proposta di legge regionale si vede che tutto questo lavoro viene fatto idealmente per il ragazzino che non ha visto il cielo ma in sostanza poi tutto ruota intorno alla figura dell’astronomo e dell’astrofilo.
Siccome ho notato che nella vita comune capita spesso che per la cattiva illuminazione stradale le camere degli appartamenti di un terzo piano siano illuminate a giorno anche in piena notte. Mi domandavo se c’è modo di fare leva su questo tipo di problematiche cioè le problematiche ambientali per coinvolgere così un maggior numero di persone contro questo spreco di energia e che tipologie di intervento a grande scala si potrebbero adottare sul pubblico per far si che la gente si “ribelli” a questo sopruso che viene fatto costantemente? Perché la gente e’ abituata a perdere queste prerogative, vedi l’inquinamento da rumore e, adesso, anche quello da luce. Invece si potrebbe sfruttare a nostro favore questo tipo di approccio facendo leva sul concetto di “ottenimento di una qualità della vita generale superiore” traendo cosi’ tutti noi un vantaggio sia come cittadini che come astrofili.
Quindi la mia proposta sarebbe agire pesantemente su questo tipo di prospettiva.
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Paolinetti
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Nella delibera del comune d Firenze c’è un chiaro riferimento al risparmio, il che non è solo per l'astrofilo ma per tutti i cittadini. C’è poi un chiaro riferimento al miglioramento dell’illuminazione al suolo, il che significa maggiore sicurezza e riduzione delle luci parassite in aria, fra le quali quelle nelle case.
[…]
Ed in più c’è anche da mettere in evidenza il fatto che al risparmio energetico va affiancato una riduzione dell’inquinamento atmosferico da CO2
Esistono quindi vari modi per sensibilizzare i cittadini e far si che capiscano che nessuno vuole metterli al buio ma bensì migliorare la qualità media dell’illuminazione, per di più risparmiando.
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Prof. Pacini
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Dal mio punto di vista e’ importante far leva sul problema ambientale. Mi piace fare l’esempio dei cartelloni pubblicitari. Si tratta di un  qualcosa che da fastidio a molti, infatti si sono prese misure preventive per evitare che bellezze naturalistiche o artistiche venissero occultate o deturpate da questi fenomeni commerciali. Io credo che questa situazione si possa estendere a tutta la natura ed in particolare per quello che riguarda il cielo. Cioè risvegliare la consapevolezza che il cielo fa parte dell’ambiente e che l’illuminazione irrazionale e’ l’equivalente del cartellone pubblicitario, e per di più non serve assolutamente a nulla, fa spendere soldi e ci sottrae della bellezza. Credo che questo tema qui alla fine debba pur penetrare. Quindi bisogna stare attenti a far si che si pensi che queste siano solo misure ad uso degli astronomi.
[…]
Dobbiamo incentrare il problema su una prospettiva di educazione ambientale.
Quindi attenzione ad introdurre in progetti di legge come quello mostrato prima parti che possano dar vita alla critica teste’ espressa, e cioè di settarismo e disinteresse del bene pubblico a favore di una minoranza, cioè gli astronomi e astrofili.
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II° Intervento dal pubblico.
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Gradirei sapere quale ritenete essere il miglior modo per diffondere tale tipo di problematica fra la gente.
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Prof. Pacini
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[…]
Sinceramente vedo presenti in sala molte persone, più di quanto mi aspettassi, e spero siano qui perché in qualche modo incuriosite dal problema. Spero quindi siano convinte, non tanto delle soluzioni tecniche, ma bensì sulla reale esistenza di tale tipo di problema.
E’ di conseguenza auspicabile che questo incontro porti queste persone a cominciare a riflettere a questo problema. La sensibilizzazione si può fare in molti modi, comunque non si può pretendere la stessa diffusione che altri problemi ambientali più eclatanti tipo il buco dell’ozono o  l’effetto serra riescono ad avere Credo però che sia un problema di educazione e quindi da affrontarsi in primis nelle scuole poi dando vita a iniziative di questo tipo.
Ci vorrà comunque del tempo.
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III° Intervento dal pubblico.
Sig. Marsili della Società Astronomica Fiorentina
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Conosco bene quella delibera fatta nel 94 dal comune di Firenze. Allora c’era in comune una persona molto sensibile alla materia, cioè l’assessore Pucci. Nella V commissione consiliare insieme ad altre associazioni non solo di astrofili ma anche ambientaliste, in circa 2 anni di lavoro si arrivo’ ad elaborare tale delibera che fu poi approvata.
Questo fu uno dei primi risultati perché l’argomento fu affrontato in modo realistico. La gente da molti decenni vive in una società dove la differenza fra giorno e notte è annullata, cioè di giorno e di notte ormai si svolgono le medesime attività. Conseguenza di questo è che la cultura astronomica viene lentamente sempre meno assimilata da parte del grande pubblico.
[…]
Ora per arrivare ad approvare leggi di questo tipo pero’ bisogna fare i conti in primis con le esigenze della popolazione (vedi sicurezza pubblica) e sapersi rapportare in modo adeguato con le amministrazioni pubbliche e quindi con i rapporti politici esistenti all’interno di un ente comunale. Diventa quindi fondamentale riuscire a proporre un qualcosa di altamente pragmatico e supportato da alleanze ad ampio respiro con ad esempio le associazioni ambientaliste, e senza mai scordarsi la necessità  di ottenere il consenso della gente, magari appassionandola a quei puntini bianchi che ci sono in cielo e che in buona parte rappresentano essi stessi la storia della nostra civiltà.
[…]
Si tratta di un discorso difficile da portare avanti e credo che la collaborazione fra di noi associazioni di astrofili sia importante; bisogna unire le forze con altre forze ambientaliste, ed insistere nell’opera di sensibilizzazione verso la gente, opera che tocca proprio a noi astrofili di base poiché siamo noi a diretto contatto con il tessuto sociale all’interno del quale operiamo.
Ho visto che la sensibilità, se coltivata esiste nella gente; sa essere attenta e appassionarsi. E’ un discorso di recupero anche verso le nuove generazioni che maggiormente mancano di sensibilità verso la cultura del cielo stellato.
Queste riunioni sono importantissime al fine di mantenere vivo un dibattito culturale in questo settore poiché non possiamo aspettarci che ci sia una sensibilità da parte del settore politico al punto che spontaneamente attivi iniziative in questo senso, considerando anche la quantità incredibile di problemi che un amministratore pubblico deve già affrontare quotidianamente senza mettersi a pensare all’inquinamento luminoso.
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Paolinetti
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Ritengo che a dover essere sensibilizzati siano anche i produttori di impianti, non solo l’opinione pubblica.  Per esempio la Targetti di Firenze è fra le sostenitrici della non esistenza del fenomeno inquinamento luminoso, mentre invece esistono altre aziende come la Guzzini che sono molto sensibili ai problemi di illuminazione.
Per il resto sono del tutto d’accordo con Marsili.
[…]
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IV° Intervento dal pubblico.
Sig. Mencaraglia, consigliere comunale di Scandicci, capogruppo di Rifondazione Comunista
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Sarò brevissimo. Francamente sono abbastanza ottimista circa i tempi medio lunghi prospettati qui stasera per il problema dell’inquinamento luminoso.
Sinceramente vedo molta attività sull’argomento, a partire dal congresso nazionale di Lega Ambiente di Grosseto di quest’anno, alla recente conferenza sull’energia e l’ambiente dell’ENEA dove si e’ discusso di metodi d’illuminazione; sul Venerdì della Repubblica di recente c’era riportata l’esperienza della CEA circa l’illuminazione di certe aree di Roma. Credo quindi che con tempo medio lunghi si possa ragionevolmente sperare nell’ottenimento di qualcosa.
Anche a Scandicci qualcosa si muove e direi con un ottica un po’ diversa da quella degli astrofili, e cioè puntando fondamentalmente sul concetto di risparmio energetico e inquinamento.
[…]
Ciò che pero’ mi preoccupa sui tempi lunghi sono i costi dell’operazione.
Mentre la legge da direttive molto precise sulle operazioni da attivare, quando si parla di risorse finanziarie da investire in tali attività, qui nasce il problema. La regione darebbe 70 milioni per gli interventi, il che mi sembra alquanto poco.
Quello che si può chiedere e’ un impegno da parte delle amministrazioni di reinvestire il risparmio ottenuto nello stesso settore, cosi’ da accelerare nel tempo le ristrutturazioni necessarie.
Altra cosa e’ che e’ impossibile che ogni comune si muova autonomamente, e quindi anche qui sarà importante l’opera di coordinamento delle forze politiche all’interno dei vari comuni e l’opera attiva delle amministrazioni locali in quanto più si sale verso il potere centrale più i tempi si allungano. Problematiche di questo tipo devono essere invece gestite e affrontate proprio dalle amministrazioni locali.
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V° Intervento dal pubblico.
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Mi sembra comunque che il problema sia  di carattere europeo se non mondiale. Gli altri come lo hanno risolto o comunque come lo affrontano?
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Prof. Pacini
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Per quello che so io in generale questo problema e’ nato in prossimità dei grandi osservatori, ed in passato grandi osservatori voleva dire essenzialmente l’ovest degli USA.
Alcune città effettivamente hanno adottato una regolamentazione che favorisce molto l’osservazione astronomica e da cui traggono anche vantaggi economici. Successivamente il fenomeno si è allargato fino a toccare l’Italia, ma simultaneamente un po’ dappertutto. Quindi cosi’ come da noi, il problema dell’inquinamento luminoso è un argomento dibattuto a livello capillare solo da poco tempo.
Siamo molto indietro e credo che i tempi saranno lunghi. Le leggi dovranno essere sicure, forti, applicate, razionali e che non pretendano tutte da domani, altrimenti saranno disattese sistematicamente.
[…]
Vorrei inoltre tornare a rimarcare il fatto che l’inquinamento luminoso e’ in primis un pericolo per il mutamento dell’ambiente. Non ci siamo solo noi sulla terra e già accade che molti uccelli migratori, guidati dalla luce delle stelle, sono in pericolo perché disturbate dalle luci delle città. Altro esempio e’ quello delle tartarughe marine presenti sull’isola di Zacinto. Al momento della schiusa delle uova le neonate tartarughe vengono guidate verso il mare dal riflesso della luna e delle stelle sull’acqua stessa. Adesso invece si avviano verso gli alberghi.
Quindi per concludere vorrei sottolineare che prima degli astrofili e degli astronomi esiste un ambiente di cui il cielo fa parte da milioni di anni e questa è la cosa principale da propagandare.
Circa le industrie sono convinto che le aziende facciano solo gli interessi propri. La Guzzini aveva iniziato una campagna anche sui giornali dicendo “ci avete rubato la via lattea” o cose del genere, perché aveva iniziato a produrre un certo tipo di prodotto e lo voleva proporre sul mercato. Altre invece puntano sul conservatorismo. Non possiamo aspettare che siano le industrie a segnare la strada. Le industrie seguiranno quelle che sono le possibilità economiche e sono convinto che anche la Targetti si adeguerà rapidamente se i comuni del comprensorio cominceranno a richiedere un certo tipo di prodotto.
[…]

 

Regolamento Comunale per l’illuminazione pubblica

Il Consiglio Comunale di Scandicci

Considerato che l’attuale assetto della pubblica illuminazione determina nella nostra città oltre ad uno spreco ingente di energia (stimabile attorno al 30%), un inquinamento luminoso che ostacola l’osservazione astronomica, toglie dal panorama materiale e culturale la visione del cielo ledendo un diritto naturale della persona
Visto che per limitare tale inquinamento occorre una razionalizzazione dell’uso e delle forme di tutte le sorgenti di luce esterne e che pertanto è indispensabile:
1. contenere il consumo energetico derivante dalla illuminazione pubblica e privata
2. migliorare l’illuminazione pubblica la dove essa serve effettivamente ai cittadini
3. tutelare i siti degli osservatori astronomici e zone circostanti

Considerato opportuno che il comune eserciti un controllo per un razionale uso dell’energia elettrica di illuminazione esterna;

Viste la proposta di legge 751 presentata il 9.6.96 Misure urgenti in tema di risparmio energetico da uso di illuminazione esterna e di lotta all’inquinamento luminoso; la proposta di legge regionale presentata da varie associazioni (C.A.A.T., WWF, Legambiente, Greenpeace) sul medesimo argomento;

Viste le proprie precedenti deliberazioni in tema di sviluppo ambientalmente compatibile;
preso atto dei pareri favorevoli relativi alla regolarità tecnica del provvedimento nonché della sua legittimità ai sensi della corrente legislazione
delibera
di adottare il regolamento allegato, che vuole faccia parte integrante della delibera
invita
il sindaco e gli organi tecnici a prendere, ognuno per la sua competenza, accordi con amministrazioni ed uffici dell’area metropolitana al fine di concordare ed estendere l’iniziativa.


REGOLAMENTO

Norme per il miglioramento dell’illuminazione pubblica e privata esterna attraverso il contenimento del consumo energetico e l’abbattimento dell’inquinamento luminoso

Articolo 1 -
Tutti gli impianti di illuminazione esterna, pubblica e privata, in fase di progettazione, appalto o installazione dovranno essere eseguiti secondo criteri “antinquinamento luminoso con basso fattore di abbagliamento e a ridotto consumo energetico.

Dall’entrata in vigore del presente regolamento non potranno più essere impiegate ottiche e sorgenti di luce non rispondenti ai criteri successivamente indicati.

Inoltre, quelle già esistenti sul territorio del Comune dovranno essere sostituite, modificate o utilizzate secondo le modalità esposte nei successivi articoli.
 
 Articolo 2 -
Agli effetti del presente regolamento sono considerati antinquinamento luminoso con basso fattore di abbagliamento tutti gli apparecchi di illuminazione dotati di dispositivi di controllo del flusso luminoso diretto verso il basso.  la scelta degli apparecchi di illuminazione dovrà essere effettuata tenendo conto delle seguenti tipologie:
 

Armature con diffusore in vetro piano realizzate con ottica in classe Cut-off
 Sfere o lanterne munite di gruppo ottico lamellare o di lente toroidale in vetro ottico per la distribuzione di luce verso il basso.
Proiettori con riflettore asimmetrico o in alternativa con riflettore simmetrico purché muniti di schermo per l’orientamento del flusso luminoso Nell’installazione degli apparecchi di illuminazione si dovrà aver cura che l’emissione della luce sia diretta verso il basso, in modo da ridurre il più possibile l’inquinamento luminoso.
Allo scopo di uniformare la qualità della luce emessa dagli impianti di illuminazione stradale, é opportuno che siano impiegate esclusivamente lampade al associo ad alta pressione del tipo ad alta efficienza; mentre per l’illuminazione nelle aree a verde é possibile utilizzare lampade a vapori di mercurio o a ioduri metallici.

E’ consentito l’uso di lampade elettroniche a basso consumo purché secondo le modalità indicate dal presente regolamento.  Al fine di ridurre ulteriormente il consumo energetico e l’inquinamento luminoso gli impianti di illuminazione dovranno esser realizzati in modo che dopo le ore 23 si riduca la quantità si luce emessa utilizzando allo scopo uno dei seguenti sistemi:
 

impianto con controllore elettronico di flusso luminoso
impianto con doppio circuito tutta-notte mezza-notte


Articolo 3 -
L’obbligatorietà di utilizzazione di lampade al sodio non é prevista per gli impianti sportivi. In ogni caso dovranno essere impiegati criteri e mezzi per evitare fenomeni di dispersione della luce verso l’alto o al di fuori dei suddetti impianti.
 
Articolo 4 -
E’ fatto divieto di utilizzare, per l’illuminazione pubblica e privata, fasci di luce orientati dal basso verso l’alto. Fari, torri-faro e riflettori, illuminanti parcheggi, piazzali, giardini, monumenti, svincoli ferroviari e stradali, complessi industriali e commerciali di ogni tipo dovranno obbligatoriamente avere, rispetto al terreno, un’inclinazione non superiore a 30 gradi se simmetrici nonché idonei schermi per evitare dispersioni verso l’alto se necessario e a 0 gradi se asimmetrici. In ogni caso non potranno inviare luce al di fuori delle aree da illuminare.  Tale disposizione si applica anche alle insegne pubblicitarie non dotate di luce propria. Per quelle luminose di non specifico e necessario uso notturno dovrà essere osservato, per lo spegnimento obbligatorio, l’orario previsto dall’articolo 2.

Nell’illuminazione di edifici dovrà essere utilizzata la tecnica “radente dall’alto”. Solo nei casi di assoluta impossibilità di attuazione della stessa, e per soggetti di particolare e comprovato pregio architettonico, é prevista deroga.

In tal caso i fasci di luce dovranno rimanere di almeno un metro al di sotto del bordo superiore della superficie da illuminare e, comunque, entro il perimetro degli stessi, prevedendo lo spegnimento parziale o totale, o la diminuzione di potenza impegnata degli impianti dopo le ore indicate nell’articolo 2.

E’ altresì fatto divieto, nel territorio del Comune, di utilizzare, per meri fini pubblicitari o di richiamo, fasci di luce roteanti o fissi di qualsiasi tipo.
 
Articolo 5 -
Il Comune, in sede di approvazione delle Concessioni Edilizie e/o Autorizzazioni, dovrà comunicare i vincoli stabiliti dal presente regolamento e verificare, preventivamente, la compatibilità degli impianti di illuminazione esterna nonché di eventuali insegne pubblicitarie previsti nei progetti con gli stessi.

Le Ditte fornitrici e/o appaltatrici di impianti di illuminazione esterna dovranno attestare, sotto la propria responsabilità, la rispondenza delle sorgenti di luce fornite con i criteri sopra indicati.  Per gli impianti privati tali caratteristiche verranno assicurate dai progettisti, dagli installatori ovvero ancora dagli utilizzatori degli stessi.
 
Articolo 6 -
(Disposizioni transitorie e finali)
Con l’entrata in vigore del presente regolamento il Comune, nell’ambito dei finanziamenti assegnati e/o destinati allo scopo di cui al presente regolamento, ed ogni altro soggetto pubblico o privato, dovrà avviare la sostituzione o modifica tutte le sorgenti di luce non rispondenti ai criteri indicati per ridurre l’inquinamento luminoso, l’abbagliamento ed i consumi energetici, stabilendo per il primo e secondo anno di interventi appositi stanziamenti in bilancio e quantificando gli interventi successivi in misura pari al risparmio energetico ottenuto.  Le modifiche non comportanti spese dovranno essere attuate entro sei mesi dall’approvazione del presente regolamento.

Per l’adeguamento degli impianti si potrà procedere anche alla sola installazione di appositi schermi sulle armature, alla sostituzione dei vetri di protezione e delle lampade, alla modifica di inclinazione delle sorgenti, ovvero ancora alla semplice rimozione dei vetri protettivi, purché assicurino caratteristiche finali analoghe a quanto disposto nel presente regolamento.

Per la riduzione del consumo energetico degli impianti già operanti, in assenza di regolatori di flusso luminoso o sistemi di cablaggio, i soggetti interessati procederanno allo spegnimento del 50% delle sorgenti di luce dopo gli orari indicati nell’articolo 2.

La disposizione del precedente comma non é obbligatoria per le strutture in cui vengono esercitate attività relative all’ordine pubblico, all’amministrazione della giustizia, alla difesa.  Tutte le deroghe previste dal presente regolamento, o le eventuali successive, potranno essere rese note, per categorie generali e con apposito allegato, con la pubblicazione e/o diffusione di cui all’ultimo comma del presente articolo.

Per la migliore e razionale conversione degli impianti il Comune e, tramite esso, qualsiasi altro soggetto, potrà richiedere Consulenza Tecnica alla Direzione dell’Osservatorio Astrofisico di Arcetri Il controllo dell’applicazione e del rispetto dei criteri esposti nel presente regolamento é demandato al Comando di Polizia Municipale che provvederà a rendere noti gli sviluppi su base annua.  Entro un mese dall’approvazione del presente regolamento il Comune provvederà a diffonderne la conoscenza in modo capillare secondo le modalità che verranno ritenute più opportune.

Fase lunare

Macchie solari

macchie solari

Posizione ISS

posizione ISS Stazione Spaziale Internazionale

APOD
Astronomy Picture Of the Day